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giovedì, 07 giugno 2007
Un incontro che cambia la vita

[1]Entrato in Gerico, attraversava la città. [2]Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, [3]cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. [4]Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. [5]Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». [6]In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. [7]Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». [8]Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». [9]Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; [10]il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Quante volte nella mia vita ho sentito forte dentro di me la necessità di voler incontrare Gesù, però, preso da mille impegni apparentemente primarii, rimando a dopo.


Zaccheo, un uomo non amato dal suo popolo, era un esattore delle tasse, sente la voglia di VEDERE Gesù. Però, Luca ci dice che era basso di statura, e che quindi a causa della grande folla che c'era con Gesù, non avrebbe potuto vederlo. Ma Zaccheo supera l'ostacolo, sale su un albero e nascosto dalle foglie cerca di vederlo passare.


Però ecco la sorpresa, Gesù lo chiama per nome e gli dice: "Zaccheo, scendi subito, perchè oggi devo fermarmi a casa tua".


Quando pensiamo che tutto dipende solo ed esclusivamente da noi, scopriamo che è il Signore che prende l'inizix

Postato da: unfrancescano a 16:37 | link | commenti (1) |
riflessioni spirituali

sabato, 07 aprile 2007

pasqua_07

Postato da: barbarab a 14:03 | link | commenti (4) |

buona pasqua

«Se è lecito esprimere delle preferenze, quella che mi commuove di piùè l'apparizione a Maria di Magdala, piangente accanto al sepolcro vuoto. Le si avvicina Gesù e le dice: "Perchè piangi?". Donna, le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che tu non pianga per gioia o per amore. Vedi: la collina del Calvario, che l'altro ieri era solo un teschio coperto di fango, oggi si è improvvisamente allagata di un mare d'erba. I sassi si sono coperti di velluto. Le chiazze di sangue sono tutte fiorite di anemoni e di asfodeli. Il cielo, che venerdì era uno straccio pauroso, oggi è limpido come un sogno di libertà. Siamo appena al terzo giorno: ma sono bastate queste poche ore perchè il mondo facesse un balzo di millenni. (...). Donna, tu non lo sai: ma oggi è cominciata la nuova creazione.»
+ don Tonino Bello, Pasqua 1985

Postato da: barbarab a 13:59 | link | commenti |

domenica, 18 marzo 2007
Dal primo libro dei re (1Re 19,11-13)

Fu detto ad Elia: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: “Che fai qui, Elia?”.

Postato da: barbarab a 23:14 | link | commenti (1) |
bibbia

mercoledì, 21 febbraio 2007
Il digiuno

Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. (Mt 6, 17-18)

Ci sono molti modi per fare digiuno. Gesù, oggi, ci insegna a vestire di festa l'astinenza, non solo, quella dal cibo, ma da qualsiasi superfluità, dal superamento dei bisogni indotti della civiltà dei consumi. Non è un digiuno fine a se stesso, con mire masochistiche, ma un limitarsi, un lasciare spazio nel cuore e nella vita, per intessere un rapporto più intimo col Padre, che il Vangelo ci presenta come partecipe della parte più segreta di noi stessi. Per un'attenzione concreta verso chi soffre. Oggi sono di moda le diete per sentirsi più agili e leggeri, per conservare la linea. Non è di questo tipo il digiuno evangelico, anche se spesso produce lo stesso effetto di dinamicità e leggerezza a livello spirituale. Quando si riesce a limitarsi al necessario nel cibo, a pesare le parole, a comandare agli occhi, allo sguardo perché rimanga pulito, ai sentimenti di insofferenza, si prova davvero un senso profondo di benessere, la mente e più agile e i pensieri più sereni. C'e comunque un invece, attraverso il quale Gesù ci rivela l'alternativa cristiana: non dobbiamo fare come gli ipocriti, cioè i commedianti, che mettono in piazza la loro vita. Il bene che facciamo, la nostra preghiera, il sacrificio di qualcosa che ci è caro e ci dà piacere non è da esibire, ma da realizzare in segreto per custodirne il tesoro profondo. Cristo denuncia l'ipocrisia religiosa, il comportamento che vuole far colpo, gli atteggiamenti di coloro che cercano l'applauso e l'approvazione. Il vero discepolo non serve se stesso o il “pubblico", ma il suo Signore, nella semplicità e nella generosità.

Postato da: barbarab a 13:01 | link | commenti (2) |
riflessioni spirituali, vangelo, quaresima

«La forza che ci tiene tutti uniti e' l'amore, di cui siamo testimoni nella celebrazione della vita, perche' la vita e' stata creata a immagine e somiglianza di Dio. La vita e' fatta per amare e per essere amati»
Madre Teresa di Calcutta

Postato da: barbarab a 09:20 | link | commenti (1) |
santi

sabato, 17 febbraio 2007
Lettera a Diogneto

1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini.

2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale.

3. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri.

4. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale.

5. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera.

6. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati.

7. Mettono in comune la mensa, ma non il letto.

8. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne.

9. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo.

10. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi.

11. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati.

12. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere.

13. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano.

14. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti.

15. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano.

16. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita.

17. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio.

Postato da: barbarab a 15:42 | link | commenti (2) |
riflessioni spirituali

«Per noi nessun uomo e' troppo misero per non essere l'immagine di Dio» (Madre Teresa di Calcutta).

Postato da: barbarab a 00:24 | link | commenti |
santi

sabato, 13 gennaio 2007
Lode a Dio

«Bisogna lodare Dio. Lodare e' esprimere la propria ammirazione e nello stesso tempo il proprio amore, perche' l'amore e' inseparabilmente unito ad un'ammirazione senza riserve.
Dunque, lodare significa struggersi ai suoi piedi in parole di ammirazione e d'amore.
Significa ripetergli che Egli e' infinitamente perfetto, infinitamente amabile, infinitamente amato.
Significa dirgli che Egli e' buono e ! che l'amiamo»

Charles de Foucauld

Postato da: barbarab a 09:51 | link | commenti (14) |
riflessioni spirituali, santi

venerdì, 12 gennaio 2007
Salmo 138

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri,

mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;

la mia parola non è ancora sulla lingua

e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

Stupenda per me la tua saggezza,

troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,

dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei,

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell`aurora

per abitare all`estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra.

Se dico: "Almeno l`oscurità mi copra

e intorno a me sia la notte";

nemmeno le tenebre per te sono oscure,

e la notte è chiara come il giorno;

per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.

 

Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora.

 

Se Dio sopprimesse i peccatori!

Allontanatevi da me, uomini sanguinari.

Essi parlano contro di te con inganno:

contro di te insorgono con frode.

Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano

e non detesto i tuoi nemici?

Li detesto con odio implacabile

come se fossero miei nemici.

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri:

vedi se percorro una via di menzogna

e guidami sulla via della vita.

 

Postato da: barbarab a 21:56 | link | commenti |
bibbia